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giovedì, 30 marzo 2006
0100 • formattazione... POST N°100!!!

Pochi post in questa settimana, alle prese con la rimessa a punto del mio pc toshiba, che dopo quasi 2 anni di attivatà, cominciava a perder colpi... e allora quale migliore cura di una formattazione... tanto noi utenti microsoft siamo abituato. Che rabbia sta Microsot, è da un anno circa che sto valutando la possibilità di passare a MAC che un po' per questizioni di pigrizia (informatica), un po per questioni economiche, la possibilità non si è trasformata in certezza. Però anche Apple ultimamente, mi sta deludendo.... il sistema del futuro è sicuramente Linux Devo dire che sono già a buon punto, manca ancora qualche software per la musica.... ma la cosa più pallosa gli aggiornamenti Microsfot.... MALEDETTA...

CHE BELLO CHE è... UNA VERA PIETRA

30/03/2006 19:28 postato da: blackyb commenti (2)
categoria: software

domenica, 26 marzo 2006
0099• di riflesso
26/03/2006 14:58 postato da: blackyb commenti
categoria: pics

sabato, 25 marzo 2006
0098 • Hidden Movie - Boris
Ultimamente, ho parlato della spiaggia di Vigliena e delle sue leggende. Non tutti i napoletani sanno che Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra: sono quartieri di Napoli e non comuni a se in periferia. La parte Est della città, dove purtroppo in alcuni casi si registra un degrado urbano altissimo; alle spalle della stazione centrale, se si allunga "il passo", passando per Gianturco (atro quartiere) siamo già in quella che viene definita (molte volte per identificare centrali telefoniche o elettriche): Napoli-Est. Un mio amico: Bruno Fiengo (musicista), o anche B. o Boris, circa un'anno fa ha pubblicato un cd: "Hidden Movies". Più che cd sarebbe corretto definirlo progetto, visto che è composto da due dischi: un dvd ed un cd audio ed anche il package ricorda quello di un film in dvd. La traccia n°5 del dvd, la 7 nel cd audio, è quella che da il nome al progetto Hidden Movie appunto.
Il disco audio è composto da 11 trace:
01.Vesuvio
02.Nowhere
03.Fili d'erba
04.La cava
05.Adieu
06.The piano player
07.Hidden movie
08.Citylights...
09.Lolita
10.Parigi '63
11.The end

Nel dvd invece sono presenti 9 "micro-film" che come colonna sonora utilizzano le tracce audio del cd.
01.Vesuvio
02.Fili d'erba
03.La cava
04.The piano player
05.Hidden movie
06.Citylights...
07.Lolita
08.Parigi '63
09.The end

Il film Hidden Movie, traccia n°5 del dvd è ambientato proprio sulla spiaggia di Vigliena. Una spiaggia dimenticata, definito molte volte il mare dimenticato ad est di Napoli. Una spiaggia non dimenticata dagli abitanti, soprattutto nei mesi estivi, che nonostante il divieto di balneazione, è affollatissima durante la bella stagione.

Una spiaggia che il 13 agosto del 2004 è stato triste teatro di una tragedia, tre morti in una mattina di agosto, tre bambini risucchiati dai forti mulinelli che si creano nell'acqua, provocati dalla vicina centrale elettrica. Le riprese utilizzate per la traccia sono state girate proprio li... ma ad un certo punto compare il mostro, che sovrasta il mare, quel mostro costruito dall'uomo, quel mostro che sembra sfidare anche Vesuvio e Sebeto.

Sul sito napoliest.it potete scaricare il video, è davvero spaventoso, la musica sembra scritta proprio per raccontare cosa c'è lì: il degrado. Vi do il link preciso per scaricare il video, per poterlo vedere avete bisogno di quicktime:

25/03/2006 16:49 postato da: blackyb commenti
categoria: muzik

venerdì, 24 marzo 2006
0097 • mea culpa, ammettetelo non siete capaci.

Grazie a Dio è venerdi, è finita un'altra settimana di lavoro, la prossima sarà anche più corta di questa e, quella dopo sarà comunque corta. Una settimana dove francamente non c'ho capito un cazzo, sempre di corsa oggi e venerdi e allora ciaooooooooooooooooooooooooo clt rompicoglioni. Sempre incazzati, ma sempre dalla parte del torto, siete un banda di incompetenti e ve la prendete con noi che lavoriamo. Scostumati dell'ultima ora e conoscenti di politici illustri, sempre pronti con denunce  querele e minacce. Annoiati pervertiti, sempre in cerca dell'ultima donnina nella rete, poi però rompete sempre le palle. Eroici cavallieri della giustizia, amici di Floris e di Striscia, pronti a far valere i vostri diritti e a rinfacciare fatturati alti, anche quando avete torto. Rimanete a bocca aperta quasi sempre, non avete niente di meglio da fare beati voi. Vi saluto questo week-end stacco la spina, ci vediamo lunedi per ricominciare la battaglia. Vi do un consiglio: se c'è il sole, uscite di casa E NON ROMPETE IL CAZOOOOOOOO AVETE ROTTO INCOMPETENTI.

scusate solo uno sfogo.

24/03/2006 09:13 postato da: blackyb commenti
categoria: words, realworld

martedì, 21 marzo 2006
0096 • la spiaggia di Vigliena

Dalla notte dei tempi acqua e fuoco lottano per essere padroni della terra. Le onde del mare scavano la base dei monti, e i monti risvegliandosi lanciano sassi incandescenti che rotolano fino in mare sollevando dense nubi di vapore. Nubi trasportate dal vento si aprono e rovesciano sulla terra fiumi di acqua che scavano i fianchi dei monti. Anche su questa piccola spiaggia combattevano fuoco ed acqua, i loro nomi erano Vesuvio e Sebeto: il monte Vesuvio rovesciava in mare torrenti di fuoco e ovunque erano pietre arse. Sebeto frantumava sassi, li trascinava in mare e formava distese di sabbia lungo la costa.Quando i due giganti stanchi riposavano, sul loro campo di battaglia fioriva la vita verde: le gialle ginestre si inerpicavano tra i sassi del vulcano sin quasi alla bocca di fuoco; cespugli di mirto e lentisco; lecci e olivastri intrecciavano le loro piccole foglie nella fertile pianura; l'erica rosata spingeva le sue radici fin nella sabbia salata. In primavera piccoli gigli si aprivano come stelle nella sabbia nera. Il fiume scorreva tra sponde verdi e fiorite impigriva e girava qua e la nella piana sabbiosa aggrovigliandosi su sé stesso. Ai naviganti che giunsero qui dal mare in una chiara mattina di primavera, apparve un paradiso di pace e vita rigogliosa. Costruirono alcune capanne per lasciarvi provviste e fare tappa quando la loro rotta li avrebbe portato nei pressi di questa costa. Tornati alle loro città, nelle lunghe sere d'inverno, quando ondate gigantesche non consentivano prendere il mare, raccontavano dei luoghi meravigliosi conosciuti nei loro viaggi. Così accadeva che sempre nuove schiere di giovani prendevano la via del mare col desiderio di trovare terre straordinarie. In tal modo lungo la riva del Sebeto fu fondata una piccola città che cresceva di anno in anno con la discendenza dei primi coloni che si moltiplicava e con nuovi coloni che giungevano dal mare.Ebbero conoscenza di Vesevo e Sebeto che di tanto in tanto riprendevano le loro lotte: Vesuvio vomitava fuoco e lasciava tra il verde una lunga e nera ferita. Sebeto scioglieva i suoi grovigli e scorreva impetuoso trascinando in mare sassi, macigni, zolle di terra imprigionata da radici. Forti ceppi di lentisco, e isolati lecci resistevano alla furia della piena, mentre le onde del mare risalivano il fiume, non più sinuoso, fin quasi a lambire le mura della vicina città. I primi coloni conoscevano e rispettavano come Dei Vesuvio e Sebeto e narravano delle loro lotte per conquistare la bellissima ninfa Leucopetra figlia di Nettuno dio del mare. Vivevano in quella terra da lungo tempo eppure si consideravano ospiti delle due immani divinità e le onoravano e rispettavano. Lungo gli anni la leggenda fu dimenticata e i nuovi abitanti si impadronirono di parti sempre più grandi dei domini di Vesevo e Sebeto, tagliando cespugli e abbattendo grandi lecci ed olivi, per far posto a case e campi. Vesevo e Sebeto lasciavano fare; ma quando riprendevano le loro lotte si scrollavano di dosso gli uomini e le loro opere come fastidiose formiche. Ogni volta verdi cespugli ricoprivano lentamente le nere ferite della terra e gli uomini riprendevano a costruire e coltivare. Per molti secoli andò avanti la contesa tra le due divinità da un lato e i piccoli uomini coi loro aratri e minuscoli attrezzi dall'altro, ma nessuno mai ottenne una vittoria definitiva. Venne però il giorno in cui gli uomini divennero capaci di costruire fortezze e armi sempre più potenti. Se prima uomini impauriti e senza forza assistevano alle battaglie degli Dei, ora essi avevano arruolato il fiume nel proprio esercito: il suo compito era fermare chiunque avesse voluto assalire la città. Sulle sue rive si svolsero innumerevoli battaglie e spesso le sue acque si tinsero in rosso. Passarono ancora molti anni e la spiaggia verdeggiante in cui scorreva il fiume era solo un campo di battaglia. Fu eretto , proprio in riva al mare, un forte irto di cannoni puntati in mare e in terra. Sebeto conobbe ancora il fuoco, il fuoco degli uomini, che bruciava ogni giorno e non tollerava altro Dio che la sua forza. Degli antichi Dei si perse anche il nome e il Duca Vigliena ribattezzò quella terra col suo nome. Olivi, lecci, corbezzoli, pini, mirto e lentisco non lanciarono più i loro verdi germogli di sotto i neri tizzoni dell'incendio, le loro radici furono sepolte per sempre sotto i macigni squadrati del forte; i loro tronchi divelti e frantumati dalla mitraglia. Un fuoco ancora più forte era scritto nel destino del forte: il fuoco dell'odio. Gli abitanti del regno di Napoli si erano divisi in due parti, gli uni avevano proclamato la democrazia e la repubblica, gli altri volevano i re. Irepubblicani difesero la loro città coi cannoni di Vigliena, ma furono sconfitti. Molti si arresero avendo promessa la vita salva, altri combatterono fino all'ultimo: Antonio Toscano, abate, visti i nemici irrompere nel forte, diede fuoco alle polveri e fu dilaniato insieme a gran numero di assalitori e sepolto dalle macerie. Vendetta infame seguì la vittoria: i vincitori fecero strage dei vinti e il ponte della Maddalena eretto per superare le acque del Sebeto divenne il ponte degli impiccati. Per giorni e giorni il ponte fu la casa del boia e il fiume trasportava in mare corpi senza vita. I vincitori ormai certi di non poter ricevere attacchi da terra lasciarono il forte a guardia del mare, mentre tutto intorno costruirono le loro grandi cattedrali fumanti. Dopo aver domato l'acqua, avevano domato il fuoco, che ora bruciava dentro le loro macchine ed era assoggettato al loro comando. Non più verdi alberi chiomati si offrivano alla vista dei naviganti, ma geometrici tronchi sormontati da fogliame nero, denso, impenetrabile: le ciminiere si affollavano una dopo l'altra lungo la costa. Una linea ferrata percorsa da locomotive traversava la boscaglia costiera dividendo per sempre il mare dalle fertili terre dell'interno. Sebeto era ormai un fiume domestico chiuso da argini e coperto da ponti; i fianchi del Vesuvio venivano demoliti per cavarne pietra, lastricare strade, ornare ricchi palazzo. La terra tremava per i colpi dei grandi magli che forgiavano il ferro: cannoni, corazze di navi, grandi locomotive, navi di ferro, siluri, mine. Le più potenti e distruttive macchine umane venivano costruite giorno e notte dove un tempo Vesevo e Sebeto amoreggiavno con Leucopetra.
Il forte e i suoi eroi vennero dimenticati e soffocati tra le ciminiere.Ancora guerre, nuove passioni e nuove macchine: alcune industrie rimasero distrutte, altre gradatamente abbandonate. le ciminiere non fumavano più. I fuochi dell'uomo si erano trasferiti altrove, ma non lasciavano la nera e fertile sabbia, lasciavano macerie e veleni, un deserto senza vita. Uomini senza speranza si aggiravano tra queste rovine: cercavano di darsi i sogni, ma si davano la morte e tutto intorno spargevano i segni del loro dolore. Bambini senza giochi e senza allegria razzolavano tra queste macerie cercando senza saperlo un segno di speranza.

21/03/2006 17:38 postato da: blackyb commenti
categoria: napolizm

martedì, 21 marzo 2006
0095 • ieri sera

Ieri sera ho accantonato la musica, per dare spazio alle foto, collegata la macchina al laptop e mi sono sbizzarrito in scatti remoti. Ho notato che gli scatti remoti sono molto più nitidi di quelli fatti manualmente, anche in casa, dove utilizzo una luce alogena e con un iso 50 la qualita è ottima. Tornando alla musica, la traccia n°7 di sgr, mi sono poi accorto che si chiama "Lo sbarco" e non "Il cielo", come avevo scritto. La storia è ancora in fase embrionale, ancora non so bene che direzione far prendere al racconto. Non ho la presunzione di scrivere un romanzo, ne tantomeno un libro, è solo un racconto, diviso in vari pezzi e non capitoli. Ecco quello che fino ad ora compone il racconto di "s.gennaro:rulez":

01.il risveglio
02.la strada
03.paolo
04.il mare
05.la pioggia
06.lo sbarco
07.lo scambio
08.la spiaggia

Al racconto corrispondono appunto tracce sonore, semplici pixel che aiutano chi legge il racconto ad avere una visione completa dell'ambiente:

01.il risveglio
02.la strada
03.interlude 01
04.paolo
05.il mare
06.la pioggia
07.lo sbarco

Devo dire che in questi giorni, mi è balenata l'idea di disegnare gli ambienti in cui si svolge la storia. Un isola, la storia si svolge su un'isola. Le ambientazioni, sono in mente, da quei primi giorni di agosto del 2004, quando cominciai a pensare al progetto, la casa di Gennaro, la strada, la collina che sovrasta il mare, il porto con i suoi negozi e i suoi bar. Ogni volta che scrivo un pezzo di racconto è come se una matita disegnasse un nuovo pezzo di paesaggio, un po come accade quando si legge un libro. Beh la stessa cosa cmq vale per la musica. Dunque non so ancora se disegnerò le scene della storia...

21/03/2006 11:52 postato da: blackyb commenti
categoria: words, studio1/renella-news

sabato, 18 marzo 2006
0094 • blackyb,kestè,jovine...

  

Personaggi anonimi, ma anche fonotecari, mi hanno dato del pezzotto, colpa la grafica scelta per il progetto "s.gennaro:rulez". La grafica, come voi stessi avrete notato, e composta da un immagine del santo, San Gennaro per l'appunto, stilizzata e da due scritte; avrete anche notato che nella copertina di disco dei Jovine: "Ora" è presente la stessa immagine del santo. Ci terrei appunto a precisare che il disco dei Jovine è uscito del novembre 2005, nello specifico il 25/11/2005; il mio progetto s.gennaro:rulez, con relativa grafica è stato pensato e concettualizzato nelle prime settimane dell'agosto del 2004, qualche giorno dopo pubblicai sul mio sito (www.blackyb.com), l'anteprima delle grafiche. Non intendo dire che Jovine mi hanno rubato l'idea, anche perchè essendo entrambi napoletani... la scelta è abbastanza ovvia. Le immagini utilizzate per la grafica del mio progetto, sono 4, tutte le immagini del santo sono state stilizzate dal sottoscritto, le suddette immagini sono presenti su diversi siti come www.santiebeati.it. Inoltre se siete di Napoli avrete notato che anche per alcuni flyers del Kestè è stata utilizzata un'altra delle immagini scelte da me per la grafica del progetto. Ma da qui a darmi del pezzoto..... ne deve passare di acqua sotto i ponti!!

p.s. complimenti ai Jovine per il disco.

noise is life!!!

n.b. per maggiori informazioni sul progetto s.gennaro:rulez visita blackyb.com o clicca qui.

18/03/2006 18:57 postato da: blackyb commenti (2)
categoria: muzik, words, napolizm